martedì 12 febbraio 2013

Vengeance - Crystal Eye


L’occhio ha sempre suscitato nell’uomo un’idea di mistero, di divino e le antiche civiltà ce l’hanno dimostrato: basti pensare alle divinità egizie e subito ricordiamo “l’occhio di Ra”, ovvero la rappresentazione classica del “Dio Sole che sorge”, creatore dell’universo. Se invece pensiamo alla mitologia greca ecco che ci appare il Ciclope Polifemo, enorme e terrificante con il suo unico occhio, prima che Ulisse lo ferisca accecandolo. Riavvicinandoci ai giorni nostri l’occhio che ci viene subito in mente (ahimè ndr) è quello impiccione e virtuale del “Grande Fratello”, reality di dubbia utilità che ha visto i natali in Olanda, oppure, restando sempre nei Paesi Bassi, preferiamo pensare al “Crystal Eye” (occhio di cristallo) degli olandesi Vengeance!

Soggetto dominante della copertina del disco è infatti un occhio, o meglio un’immagine che ci pare tale e che a prima vista somiglia molto all’obiettivo di una fotocamera…la quale che cos’è se non un occhio di cristallo? Un occhio freddo che tutto può documentare e immortalare, fotografando ad esempio la carriera di una band e nel caso dei Vengeance, 30 anni sono un bel traguardo! Ma se guardiamo meglio nell’obiettivo disegnato da Jan Somers (ebbene sì, l’artwork così come le illustrazioni del libretto sono opera del talentuoso e compianto chitarrista) notiamo una nave in mare aperto ed ecco che l’occhio di cristallo si trasforma nella lente di un cannocchiale.

Forse Somers si è lasciato prendere da un momento di nostalgico patriottismo, omaggiando la sua Olanda che nel corso del XVII sec. è stata una forte potenza, detentrice di un vasto impero coloniale e capace di far impallidire la potenza marittima inglese. Oppure più probabilmente con quella nave ha voluto simboleggiare “il viaggio”, inteso sia come esperienza musicale dei Vengeance, sia come la vita in sé di ciascuno di essi, i quali nel corso della trentennale carriera hanno di sicuro vissuto bei momenti, ma anche affrontato delle tempeste. Ultima tempesta tra tutte è stata proprio la prematura scomparsa di Somers, che attraverso questo art work dai colori arcobaleno (quasi come in un sogno ad occhi aperti) immaginava ancora i Vengeance sulla “cresta dell’onda”, pronti a “solcare nuovi mari” (un tour di supporto al disco ha infatti seguito la pubblicazione), rimandando “l’attracco al porto” chissà a quando…

Invece la morte ci sorprende e i nostri occhi diventano vitrei davvero. Così rabbrividiamo al significato che inevitabilmente assume la copertina di Crystal Eye, quasi come se Somers avesse avuto una premonizione sul suo “viaggio” che stava per interrompersi. Noi però vogliamo immaginare che ora stia vigilando con un cannocchiale la promettente carriera di suo figlio Timo (che appare come guest star nel disco), oltre a non perdere di vista quella dei suoi compagni…come un bravo capitano!

by ^°ViVa Kudlak ^°^