sabato 19 gennaio 2013

Schysma - "Imperfect Dichotomy"

Correva l’anno 1054 d.C. quando si verificò lo scisma d’Oriente, ovvero la separazione tra la Chiesa Ortodossa Orientale e la Chiesa Cattolica Romana. In seguito, dopo ben 958 anni, ecco che un gruppo di ragazzi lombardi dà origine a un altro “scisma”, questa volta di tipo musicale. In realtà detto così pare un controsenso, perché il 2012 ha visto infatti l’unione ufficiale di questa band, ma “la divisione” sta all’interno del gruppo perché i suoi musicisti conservano stili e influenze diverse.
La copertina del loro demo d’esordio “Imperfect Dichotomy” ci suggerisce l’idea di quel costante scisma che caratterizza ogni aspetto della vita dell’uomo, primo tra tutti quello eterno tra “bene” e “male”. Un’ampolla di vetro custodisce al suo interno un bocciolo di rosa rossa che sembra tramutarsi in una goccia di sangue. Quel “guscio protettivo” che è la famiglia ha quindi fallito nel suo intento, perché la bellezza di una nuova vita si scontra sempre con la durezza della realtà; la freschezza della gioventù viene contaminata dal marcio di quel mondo adulto fin troppo corrotto. Il dolce profumo dei progetti, dei sogni viene soffocato dall’ipocrisia che quasi sempre prende il sopravvento, poiché dettata dall’istinto di sopravvivenza dell’uomo. Per questi (e altri) motivi i petali della rosa sanguinano e l’ampolla si trasforma in una grande lacrima che avvolge in un abbraccio la goccia di sangue.
 Anche in questo caso il dualismo non manca perché una lacrima, di qualsiasi natura essa sia, racchiude in sé del sangue. Nella lacrima di gioia “il sangue” coincide con la fatica, i sacrifici, le scelte difficili che hanno portato al raggiungimento dell’obiettivo. Una lacrima di dolore invece contiene sangue perché le sofferenze, sebbene vengano elaborate dal cervello, trafiggono inevitabilmente il nostro cuore, che sfoga il suo dispiacere tingendo le lacrime di rosso.
L’immagine scelta dagli Schysma per la copertina è essenziale, di pochi colori e forse di difficile intuizione, ma ci bisbiglia la seguente riflessione: la vita è un fiore che sempre deve profumare d’amore, anche quando rischia di appassire sotto una pioggia di dolore.
by ^°^ViVa Kudlak^°^